La relazione di conformità, spesso chiamata relazione tecnica integrata (RTI), è un documento in cui un tecnico verifica la regolarità urbanistica e catastale di un immobile prima del rogito. Mettiamo subito un punto di onestà: non è obbligatoria per legge a livello nazionale. Eppure notai e banche la chiedono sempre più spesso. Capire perché ti dice molto su come è cambiato il mercato.
Cos'è la relazione di conformità?
È un documento tecnico che ricostruisce la storia dei titoli edilizi, verifica la conformità urbanistica e catastale, controlla l'agibilità e segnala eventuali criticità. In sostanza: certifica che la casa è quella che dice di essere, sul piano tecnico, prima che si firmi l'atto.
È obbligatoria?
No, non per legge nazionale. In alcune regioni, grazie a protocolli tra notai e ordini tecnici, è diventata prassi richiesta dal notaio per procedere. Altrove resta facoltativa, ma sempre più apprezzata come strumento di tutela. Non è un adempimento imposto: è una scelta di prudenza che protegge chi vende, chi compra e chi media.
Perché notai e banche la chiedono?
Perché sposta il rischio. Il notaio garantisce la forma dell'atto; la banca eroga il mutuo. Nessuno dei due fa il sopralluogo tecnico. Una relazione di conformità mette per iscritto, sotto la responsabilità di un tecnico abilitato, che l'immobile è in ordine, riducendo il rischio di contenziosi successivi per vizi o difformità.
Tutto pronto per il rogito, compratore con il mutuo già deliberato. A una settimana dalla firma il notaio chiede la conformità. Il sopralluogo d'urgenza fa emergere modifiche interne mai dichiarate. Una verifica fatta prima di mettere la casa in vendita avrebbe evitato la corsa contro il tempo e il rischio concreto di far slittare l'atto con il compratore già pronto.
Cosa contiene una relazione fatta bene
- Ricostruzione dei titoli edilizi (originario, ultimo titolo, varianti, sanatorie)
- Verifica della conformità urbanistica (lo stato legittimo)
- Verifica della conformità catastale (planimetria, rendita, categoria)
- Controllo dell'agibilità e segnalazione di eventuali criticità
Quando conviene farla
Per chi vende: prima di mettere l'immobile sul mercato, così da arrivare al rogito senza sorprese. Per chi compra: prima della proposta. È il momento in cui un eventuale problema costa ancora poco da gestire, invece di esplodere sotto rogito o, peggio, dopo.
Aggiornato a giugno 2026. La relazione di conformità non è un obbligo di legge nazionale, ma una prassi di tutela: l'utilità e i contenuti vanno valutati sul singolo immobile.
Domande frequenti
La relazione di conformità prima del rogito è obbligatoria?
No, non per legge nazionale. In alcune regioni è prassi richiesta dai notai grazie a protocolli locali; altrove è facoltativa ma sempre più diffusa come strumento di tutela.
Chi redige la relazione di conformità?
Un tecnico abilitato, come il geometra: ricostruisce i titoli, verifica conformità urbanistica e catastale e agibilità, assumendosene la responsabilità professionale.
A cosa serve se non è obbligatoria?
A ridurre il rischio di contenziosi per vizi o difformità dopo il rogito, e a facilitare il lavoro di notaio e banca. Tutela venditore, acquirente e mediatore.
Quando va fatta?
Idealmente prima di mettere in vendita (per il venditore) o prima della proposta (per l’acquirente): è quando un eventuale problema costa meno da risolvere.